Difesa informatica proattiva: quando la miglior difesa è l'attacco

Francesca Miotto

Perché aspettare di essere le vittime quando, invece, si può reagire ben prima di perdere dati e informazioni aziendali cruciali?

Il maggior vantaggio di “andare a caccia” delle minacce è quello di reagire più prontamente ai possibili attacchi senza rimanere passivamente in attesa che capitino: anche perché, diciamocelo, quando arriva il momento in cui ci accorgiamo di essere stati presi di mira da un hacker, è ormai troppo tardi.

Ecco perché una difesa informatica proattiva è quello che ti serve per correre meno rischi e per evitare di finire costantemente nel mirino dei criminali del web.


Difesa informatica proattiva: perché andare a caccia di minacce

Prima di iniziare, facciamo una doverosa premessa: perché è importante diffondere una cultura di allerta e proattività? Per tre motivi:

  1. a discapito di quello che pensiamo, anche la più piccola delle aziende rischia di essere vittima di un attacco e mettere in pericolo non solo se stessa, ma anche l’intera filiera in cui è inserita.
    Gli hacker non fanno discriminazione perché riescono sempre a trovare qualche informazione di valore da sottrarre;
  2. in media, le aziende impiegano circa 206 giorni prima di rilevare una breccia nel proprio sistema informatico: tradotto in termini economici, il ritardo arriva a costare fino a 8,70 milioni di dollari.
    Nonostante questi dati vengano da una ricerca americana, in Europa i numeri non sono più incoraggianti e infatti le aziende nel nostro continente ci mettono 6 mesi ad accorgersi di aver subito un’intrusione;
  3. chi viene colpito da un attacco hacker, ha una probabilità maggiore di essere preso di mira di nuovo.

In definitiva, è molto meglio anticipare e prevedere le minacce piuttosto che subirle, magari più di una volta.


In cosa consiste la difesa informatica proattiva

Andare a caccia delle possibili minacce significa iniziare con la formulazione di un’ipotesi:

  • su che tipo di comportamento potrebbe adottare un cyber criminale nel caso in cui sia riuscito ad aggirare le nostre difese informatiche
  • e su dove potrebbe ottenere informazioni sulle risorse e le attività cruciali della nostra azienda.

Come secondo step, si cercano le prove che vanno a supportare la nostra ipotesi: si raccolgono quante più informazioni possibili sul comportamento, sugli obiettivi e il metodo di azione dell’hacker. Inoltre, i dati devono essere organizzati e analizzati per determinare possibili andamenti dei sistemi di sicurezza, per fare previsioni sul futuro e per eliminare le vulnerabilità riscontrate.

Nel caso in cui l’ipotesi sia effettivamente corretta, si dovranno poi ripensare i segnali di allarme da attivare nel caso in cui l’attacco stia davvero accadendo.
I vantaggi:

  • consente di individuare la minaccia prima che diventi un vero problema e che comporti una perdita di tempo e denaro insostenibili per l’azienda;
  • ti fa scoprire le falle del sistema e ti permette di capire se i sistemi di sicurezza che hai implementato sono davvero efficaci;
  • alcune volte, fa capire che l’azienda non è coperta di fronte a determinati tipi di attacco come invece si pensava, per esempio a causa di aggiornamenti mancati oppure impostazioni non ottimizzate.

Conclusioni

Con la crescita dei cyber attacchi e le minacce che corriamo ogni giorno, correre ai ripari per difendere le informazioni sensibili della nostra azienda diventerà sempre più difficile e la difesa passiva non sarà più sufficiente.

D’altro canto, anche rinunciare ad utilizzare tutte le nuove tecnologie informatiche non è una soluzione se si vuole rimanere competitivi nel proprio settore: la soluzione è quella di migliorare i livelli di sicurezza e aumentare la capacità di risposta agli attacchi.

Ancora più importante è riuscire ad anticipare il problema prima che si presenti o quando si è appena manifestato, mitigando i danni e evitando di perdere molti più soldi di quelli che invece si sarebbero potuti investire in una difesa informatica appropriata.

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Topics: Sicurezza informatica

Scritto da: Francesca Miotto

Consulente in ambito formazione ed organizzazione: affianco il cliente nella fase di analisi del fabbisogno formativo delle diverse divisioni aziendali, nella progettazione dei percorsi di crescita delle competenze professionali, individuali e collettivi, nello scouting dei fornitori e nell’organizzazione delle attività d’aula. Lo supporto inoltre nella ricerca del canale di finanziamento più adeguato alla specifica realtà aziendale, nella gestione, coordinamento e tutoraggio dell’intero progetto finanziato.
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